Credito d’imposta per affitto e sanificazione nel Decreto Rilancio

credito d'imposta affitto

Tra le misure introdotte dal “Decreto Rilancio”  troviamo alcuni crediti di imposta per il 2020 previsti per il sostegno alle imprese, ovvero credito d’imposta per affitto (purché non abitativo), per adeguamento dei luoghi di lavoro e sanificazione.

I provvedimenti sono pubblicati nel  Decreto Legge n. 34/2020 sulla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020.

Credito d’imposta per l’affitto

A chi spetta il credito d’imposta per canone di locazione o similari

L’art. 28 del D.L. n. 34/2020 prevede un credito d’imposta per affitto (non abitativo), ovvero un credito d’imposta specifico per canoni di locazione, di leasing e di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di determinate attività.

Tale credito d’imposta non è cumulabile col credito d’imposta per botteghe e negozi dell’art. 65 del D.L. n. 18/2020 (c.d. “Decreto Cura Italia).

Il credito d’imposta è riservato ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente ed alle strutture alberghiere e agrituristiche senza tuttavia alcun limite di ricavi o compensi.

Per immobili ad uso non abitativo si intendono quelli destinati alle attività di vario genere, ovvero:

  • industriali
  • commerciali,
  • artigianali
  • agricole
  • di interesse turistico
  • di esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo
  • di svolgimento dell’attività istituzionale per gli enti non commerciali.

Modalità di accesso al credito

Il credito d’imposta è previsto in misura differenziata a seconda del contratto in dipendenza del quale l’immobile è nella disponibilità del soggetto beneficiario:

  • in caso di contratti di locazione, leasing e concessione di immobili spetta un credito d’imposta pari al 60% del canone mensile versato con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (ai mesi di aprile, maggio, giugno 2020 per le strutture ricettive con attività solo stagionale);
  • in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività, spetta un credito d’imposta pari al 30% del canone mensile versato con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (ai mesi di aprile, maggio, giugno 2020 per le strutture ricettive con attività solo stagionale).

Per i soggetti locatari esercenti attività economica la spettanza del credito è subordinata alla riduzione di fatturato nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Credito d’imposta per adeguamento degli ambienti di lavoro

Massimali del credito

L’art. 120 del D.L. n. 34/2020, nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19 nei luoghi di lavoro, introduce un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020.

Il credito massimo previsto è di euro 80.000 a beneficiario, spettante agli esercenti attività d’impresa, arti e professioni in luoghi aperti al pubblico indicate nell’allegato 1 al D.L. stesso.

Quali attività beneficiano del credito d’imposta

In particolare la norma si riferisce ad alberghi, ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, teatri, biblioteche, musei, stabilimenti balneari e termali, etc… nonché a favore di fondazioni ed altri enti privati compresi gli enti del terzo settore.

Le spese agevolabili mediante credito d’imposta consistono nei seguenti interventi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di contenimento della diffusione del Covid-19:

  • interventi edilizi;
  • acquisto di arredi di sicurezza;
  • acquisto o sviluppo di strumenti e tecnologie per lo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura.

Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione

credito d'imposta sanificazione

L’art. 125 del D.L. n. 34/2020, abrogando l’art. 64 del D.L. n. 18/2020 (c.d. “Decreto Cura Italia”) e l’art. 30 del D.L. n. 23/2020 (c.d. Decreto Liquidità), introduce un credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti e per l’acquisto dei dispositivi di protezione.

Il credito spetta nella misura del 60% delle spese sostenute nel 2020 fino ad un importo massimo di credito di euro 60.000 a beneficiario, entro il tetto complessivo di 200 milioni di euro.

Le spese agevolabili consistono nelle seguenti categorie:

  • sanificazione degli ambienti e strumenti di lavoro;
  • acquisto di dispositivi di protezione individuale;
  • acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • acquisto di dispositivi di sicurezza;
  • acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale.

Si precisa che i criteri e le modalità operative di applicazione e fruizione dei suddetti crediti d’imposta verranno definite con successivo provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

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